La scorsa estate mentre viaggiavo in treno ho letto un piacevole racconto che mi è particolarmente piaciuto. Non mi piace guidare, viaggiare in treno mi rilassa mentre mi immergo in una lettura, scrivo oppure ascolto un po’ di musica.
Ho un bellissimo ricordo legato a questo racconto horror dal carattere surreale, che ha quel sapore di vittoriano che piace a me.
Questo testo intitolato “I Salici” di A.H. Blackwood edito da ABEditore racconta di un viaggio in canoa di due uomini costretti a fermarsi su una piccola isola a causa della corrente. Il tranquillo campeggio tra una tazza di tè, zucchero, latte e prugne, si trasforma in un incubo sempre più inquietante, che vede i due uomini ascoltare le voci degli alberi dei salici, che sembrano muoversi verso di loro.
Scritto davvero molto bene, questo breve romanzo del 1907, aumenta la suspense del lettore attraverso immagini evocative e surreali sempre più potenti. Il tè compare ad accompagnare la cena come momento di distrazione da quella che per i protagonisti sta diventando un’esperienza sempre più spaventosa e inquietante. In fondo non può non esserci questa bevanda dato l’autore ha origini londinesi.
All’interno del libro ci sono delle bellissime immagini disegnate in bianco e nero e lo stile richiama quello dell’epoca in cui è stato scritto.
Blackwood durante la sua carriera di autore e scrittore sviluppò un grande interesse per l’occultismo che trasportò poi in seguito nelle sue opere. Amante dei viaggi a contatto con la natura, si rispecchia la sua personalità anche in questa opera. Noto come il “detective dell’occulto” lo stesso H.P. Lovecraft celebrò questo racconto nel suo “Supernatural Horror in Literature.”
Di Lovecraft vidi un’interessante rappresentazione teatrale sulla sua vita. Pur avendo letto i suoi racconti alcuni per me restano più difficili da masticare per come scriveva.
Ma parliamo dei salici piangenti, così conosciuti questi alti arbusti per la particolarità dei rami e delle foglie cadenti. Solitamente nascono vicino a fonti d’acqua e per quanto richiamino alla tristezza, in realtà sono simbolo di forza, resilienza e del saper affrontare e rinascere durante qualsiasi difficoltà. Mai come in questo momento ho bisogno del salice come archetipo nella mia vita.
“I Salici” è una breve e potente lettura evocativa, un ottimo consiglio letterario da leggere sorseggiando un buon tè nero all’inglese con aggiunta di zucchero e miele come i protagonisti, ma anche con un buon tè verde dal profumo erbaceo che ci ricorda il fiume e questi alberi possenti e suggestivi.

“I Salici” di A.H.Blackwood edito da ABEditore – Photo@Veru
A tea among the willows
Last summer while traveling by train I read a pleasant story that I particularly liked. I don’t like driving, traveling by train relaxes me while I immerse myself in a book, write or listen to some music.
I have a beautiful memory linked to this horror story with a surreal character, which has that Victorian flavor that I like.
This text entitled “The Willows” by A.H. Blackwood published by ABEditore tells of a canoe trip of two men forced to stop on a small island because of the current. The quiet camping between a cup of tea, sugar, milk and plums, turns into an increasingly disturbing nightmare, which sees the two men listening to the voices of the willow trees, which seem to move towards them.
Very well written, this short novel from 1907 increases the reader’s suspense through evocative and surreal images that are increasingly powerful. Tea appears to accompany dinner as a moment of distraction from what is becoming an increasingly frightening and disturbing experience for the protagonists. After all, this drink cannot be missing given that the author has London origins.
Inside the book there are beautiful images drawn in black and white and the style recalls that of the era in which it was written.
During his career as an author and writer, Blackwood developed a great interest in occultism that he later transported into his works. A lover of travel in contact with nature, his personality is also reflected in this work. Known as the “occult detective”, H.P. Lovecraft himself celebrated this story in his “Supernatural Horror in Literature.”
I saw an interesting play about Lovecraft’s life. Even though I read his stories, some are more difficult for me to digest because of the way he wrote.
But let’s talk about weeping willows, these tall shrubs are so well known for the peculiarity of their branches and drooping leaves. They usually grow near water sources and although they evoke sadness, they are actually a symbol of strength, resilience and knowing how to face and be reborn during any difficulty. Never before have I needed the willow as an archetype in my life.
“The Willows” is a short and powerful evocative read, an excellent literary suggestion to read while sipping a good English black tea with added sugar and honey like the protagonists, but also with a good green tea with a grassy scent that reminds us of the river and these mighty and evocative trees.
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