Dracula

Tempo fa ho scritto un articolo su “Dracula” di Bram Stoker oggi vorrei approffondire di più l’argomento essendo da sempre un appassionata del mito del vampiro.

Siuramente “Dracula” di Bram Stoker scritto nel 1897 in forma di diari rimane uno dei miei testi preferiti, forse perché l’epoca vittoriana mi affascina da sempre.

Di questo romanzo vidi anche la rappresentazione teatrale con Luigi Lo Cascio e Sergio Rubini, davvero un’ottima interpretazione da parte di tutto il cast che mi toccò profondamente.

Ricordo quando mi cimentai nel vampiro Lucilla in abiti vittoriani mentre mi accingevo a giocare al gioco di ruolo di “Vampire the Masquerade”.

Nella letteratura ho apprezzato le leggende sui vampiri in molti testi come “Carmilla” di Le Fanu scritto nel 1872 che anticipò Bram Stoker all’epoca.

C’è stato un periodo della mia vita in cui ho letto tutti i romanzi possibili e immaginabili su questo argomento anche se mi spiace dirlo ma non sono mai stata una fan della saga di “Twilight”.

Ho decisamente apprezzato di più la serie di Anne Rice e di “Intervista con il vampiro” poi rivisto al cinema con Tom Cruise, Brad Pitt, Antonio Banderas e ancora una giovanissima Kristen Dunst.

Non mi sono dispiaciuti anche “I diari della famiglia Dracula” di Jeanne Kalogridis anche se uno dei miei favoriti resta “Anno Dracula” di Kim Newman che ti immerge veramente nell’epoca vittoriana e si intrecciano rapporti non solo tra i protagonisti di Bram Stoker ma anche con la “Regina Vittoria” e “Jack lo Squartatore”.

Ho amato molto anche il mito del vampiro al cinema dai primi “Dracula” della Hammer con Christopher Lee alle rivistazioni più moderne come “Ragazzi Perduti” diretto da Joel Schumacher nel 1987 con un giovanissimo Kiefer Sutherland e lo scomparso Corey Haim, ma anche “Lasciami entrare” anche se ne ho apprezzato di più il romanzo scritto da John Ajvide Lindqvist.

Non ho ancora purtroppo avuto modo di vedere “Nosferatu” di Robert Eggers, ma lo recupererò molto presto.

Nel frattempo ieri sera avevo voglia di un tuffo nel passato e nella mia adolescenza, così mi sono rivista il film di “Dracula di Bram Stoker” diretto da Francis Ford Coppola, con un sempre bravissimo Gary Oldman ed egregio Antony Hopkins, anche se le interpretazioni di Winona Ryder e Keanu Reeves per l’epoca lasciano un po’ a desiderare. Comunque dotato di un ottimo cast che presenta anche un Cary Elwes ai suoi primi film ma lanciatissimo in quel periodo. Ma è risaputo che lavorare con Coppola non è così semplice.

Di questo film ho amato molto le scenografie, gli stacchi e attacchi di scena (anche se un paio di errori ci sono) e soprattutto i costumi di Eiko Ishioka con fiumi di pizzo e taffetà di seta in perfetto stile vittoriano, ma anche la suggestiva colonna sonora di Wojciech Kilar, che presenta molti archi e violini e poi ci sono moltissime candele che creano scene romantiche e surreali.

Nel film vediamo comparire il tè mentre Mina scrive il suo diario, siamo nel fine 800 a Londra era divenuta la bevanda più nota da degustare in ogni momento della giornata, anche se come possiamo immaginare l’infuso del Conte Dracula sarebbe sicuramente stato più denso e rosso dal sapore pungente e metallico.

Una storia che solo nella Londra vittoriana si può mescolare alla vera storia di  Vlad l’Impalatore vissuto nel 1400 (conosciuto come Draculae ovvero “figlio del diavolo o del drago”, per come uccideva e trucidava i nemici in guerra) e alle sue religioni e superstizioni a un tocco di romanticismo. Il Castello di Bran a Bucarest è in realtà il vero castello di Vlad di cui ne resta una rocca ormai abbandonata in Romania.

Non so se un amore grande possa “attraversare gli oceani del tempo” per trovare qualcuno. Certo un lutto o una separazione provocano un profondo senso di vuoto che è molto difficile superare. La storia di Mina e Dracula di Coppola ci dice solo che anche Vlad è stato umano e che ha amato qualcuno prima di accettare di entrare nell’oscurità per sempre.

Quando perdiamo la persona amata diventa inaccettabile pensare a una vita senza di lei, a volte la rabbia e la frustrazione assieme al dolore prende il sopravvento e diamo spazio a sentimenti negativi che ci fanno entrare nella nostra ombra, ma l’amore quando è grande può fare tornare la luce e far ricongiungere gli innamorati nel bene e nel male, per far ristabilire un equilibrio.

 

 

Dracula

“Dracula” di Bram Stoker ed. The Classics Collection – Photo@Veru

 

 


A tea with Bram Stoker

Testo articolo in inglese
Some time ago I wrote an article about “Dracula” by Bram Stoker today I would like to delve deeper into the subject as I have always been passionate about the vampire myth.

Certainly “Dracula” by Bram Stoker written in 1897 in the form of diaries remains one of my favorite texts, perhaps because the Victorian era has always fascinated me.

I also saw the theatrical representation of this novel with Luigi Lo Cascio and Sergio Rubini, truly an excellent interpretation by the entire cast that touched me deeply.

I remember when I tried my hand at the vampire Lucilla in Victorian clothes while I was preparing to play the role-playing game of “Vampire the Masquerade”.

In literature I have appreciated the legends of vampires in many texts such as “Carmilla” by Le Fanu written in 1872 which anticipated Bram Stoker at the time.

There was a period in my life in which I read all the novels possible and imaginable on this subject even if I’m sorry to say it but I’ve never been a fan of the “Twilight” saga.

I definitely appreciated the Anne Rice series and “Interview with the Vampire” more, later seen again at the cinema with Tom Cruise, Brad Pitt, Antonio Banderas and a very young Kristen Dunst.

I also didn’t dislike “The Dracula Family Diaries” by Jeanne Kalogridis even if one of my favorites remains “Anno Dracula” by Kim Newman which truly immerses you in the Victorian era and relationships are intertwined not only between Bram Stoker’s protagonists but also with “Queen Victoria” and “Jack the Ripper”.

I also loved the myth of the vampire in the cinema from the first “Dracula” by Hammer with Christopher Lee to the more modern re-imaginings such as “The Lost Boys” directed by Joel Schumacher in 1987 with a very young Kiefer Sutherland and the late Corey Haim, but also “Let the Right One In” even if I appreciated the novel written by John Ajvide Lindqvist more.

Unfortunately I haven’t had the chance to see “Nosferatu” by Robert Eggers yet, but I’ll catch up on it very soon.

In the meantime, last night I wanted to take a dip into the past and my adolescence, so I watched the film “Bram Stoker’s Dracula” directed by Francis Ford Coppola, with an always very good Gary Oldman and excellent Antony Hopkins, even if the performances of Winona Ryder and Keanu Reeves leave a bit to be desired for the time. However, it has an excellent cast that also features a Cary Elwes in his first films but very popular in that period. But it is well known that working with Coppola is not so simple.

I really loved the sets of this film, the breaks and scene attacks (even if there are a couple of mistakes) and above all the costumes by Eiko Ishioka with rivers of lace and silk taffeta in perfect Victorian style, but also the evocative soundtrack by Wojciech Kilar, which features many strings and violins and then there are many candles that create romantic and surreal scenes.

In the film we see tea appear while Mina writes her diary, we are in the late 1800s in London and it had become the most famous drink to be enjoyed at any time of the day, although as we can imagine Count Dracula’s infusion would certainly have been thicker and redder with a pungent, metallic flavour.

A story that only in Victorian London can be mixed with the true story of Vlad the Impaler who lived in 1400 (known as Draculae or “son of the devil or dragon”, for how he killed and slaughtered his enemies in war) and his religions and superstitions with a touch of romanticism. Bran Castle in Bucharest is actually Vlad’s real castle of which a now abandoned fortress remains in Romania.

Not whether a great love can “cross the oceans of time” to find someone. Of course, a bereavement or a separation cause a deep sense of emptiness that is very difficult to overcome. Coppola’s story of Mina and Dracula only tells us that Vlad was also human and that he loved someone before accepting to enter the darkness forever.

When we lose a loved one it becomes unacceptable to think of a life without them, sometimes anger and frustration along with pain take over and we give space to negative feelings that make us enter our shadow, but love when it is great can bring back the light and reunite lovers for better or for worse.

 

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